di Stefania Gai
Tratte da una lezione di Jeanne Rossi Lecerf
Qualche anno fa, Jeanne Rossi Lecerf la fondatrice dell’AGIF, mi chiamò e mi disse: “vorrei che i miei appunti, il materiale che ho prodotto in tutti gli anni che mi sono occupata della scuola di grafologia non vada perduto: prendilo te” e mi consegnò sei classificatori pieni di fogli dattiloscritti.
Quando Jeanne chiamava per chiedere qualcosa era difficile dire di no; ho preso questi classificatori, li ho portati a casa e un po’ timorosa ho cominciato a sfogliare i fogli che contenevano.
Ho trovato appunti di mostre che Jeanne ha organizzato, articoli di giornali che aveva scritto, appunti di molte lezioni che ha svolto e da cui ha tratto diversi libri. Un libro di Jeanne è stato tradotto e pubblicato anche in Brasile, dove Jeanne ha tenuto alcuni corsi di grafologia.
Ogni foglio era stato scritto con la macchina da scrivere (i personal computer a quei tempi ancora non esistevano) e negli appunti per le lezioni, vicino ad ogni specie o argomento, era stata incollata una scrittura.
Mi sono resa conto che avevo a disposizione un materiale molto prezioso e mi sono ripromessa, appena sarei andata in pensione, di cominciare a riversarlo al computer. Poi, la legge Fornero ha allontanato la mia pensione almeno di dieci anni e quindi devo cominciare prima.
Questo è il primo argomento che ho elaborato e voglio condividerlo con voi:
Le disuguaglianze nella scrittura
Una scrittura può presentare disuguaglianze più o meno evidenti in uno, in alcuni o in tutti i generi. Le disuguaglianze registrano il grado di emotività, la sensibilità affettiva e la sottigliezza intellettuale dello scrivente. Più la sensibilità è viva e l’emotività forte, più le disuguaglianze sono frequenti ed intense. Quanto più invece la ragione domina e controlla l‘affettività, tanto meno si registrano disuguaglianze disarmoniche. Le disuguaglianze interessano tutti i generi e la loro presenza in un genere piuttosto che in un altro esprime un aspetto differente della personalità.
Andremo ora ad analizzare le diseguaglianze nei diversi generi.
Disuguaglianze nella dimensione
- Nell’altezza delle lettere: facendo riferimento alla teoria del simbolismo spaziale di Pulver, l’altezza ineguale delle lettere esprime un sentimento variabile del proprio valore. Nella scrittura angolosa, esprime suscettibilità.

- Nella larghezza delle lettere: sono indice di incertezza, di alternanza di slanci e di ripiegamenti, di variazioni dell’umore e della fiducia in sé. Sono espressioni di una personalità a disagio con se stessa e il cui adattamento è in parte legato alle condizioni ambientali.

Disuguaglianze nella velocità
Dipendono da variazioni del movimento che crea un flusso di scrittura più o meno rallentato o accelerato e denotano un’attività irregolare. Reazioni improvvise e violente investono i gesti finali e i trattini delle t, che diventano appuntiti.

Disuguaglianze nella pressione
Possono manifestarsi con appoggi bruschi, che provocano dei tratti di penna più larghi e più spessi a mazze o con zone di maggiore o minore coloritura, si nota un effetto come di sabbia asciutta e umida. Questo tipo di variazione è legato a una variazione di intensità dell’energia che può essere dovuta a nervosismo, irritabilità o fatica.
Disuguaglianze nella direzione
Se leggere, possono esprimere sensibilità intellettuale, curiosità mentale, larghezza di vedute, capacità di valutare i diversi aspetti di un problema. Se molto accentuate, esprimono carattere combattuto da forze contraddittorie e in conflitto, che svelano indecisione, difficoltà interiori, ambivalenza, atteggiamento incostante verso gli altri. Bisogna tener conto del simbolismo spaziale, specie nella zona media.

Disuguaglianze nella direzione delle righe
Le righe possono essere sinuose, orizzontali, ascendenti o discendenti nello stesso documento. L’interpretazione si rifà ai significati del genere Direzione.

Disuguaglianze nella forma
Indica una personalità polimorfa oppure mutevole e inafferrabile, uno spirito inventivo che, a seconda del contesto, agisce con furbizie o autentica creatività.
La lettera d è scritta in tre modi diversi.

Disuguaglianze nella continuità
Si verificano negli arresti e nelle riprese del movimento, che possono essere più o meno bruschi, dovuti a eccessiva emotività.

Disuguaglianze nell’impaginazione del testo sul foglio
Irregolarità dei margini e degli spazi interlineari nello stesso documento o fra vari documenti, l’insieme manca di rigore. Lo scrivente ha difficoltà ad organizzare il proprio lavoro e ad adattarsi all’ambiente. Propensione a disperdere energie e tempo per mancanza di ordine e disciplina.
Caminetti: presenti in scritture dove gli spazi tra le parole o dentro le parole non sono distribuiti equamente. Rivelano un pensiero ansioso e una possibile interazione non pacifica con l’inconscio.

Scrittura Discordante
Quando la scrittura è molto disuguale, è detta Discordante: tutti gli elementi sono incoerenti, esagerati e squilibrati, generando disarmonia. Va osservato quali disuguaglianze siano più frequenti e intense.

Specie Opposte
- Regolare: predomina la Forma, ordinata e misurata, esprime costanza, disciplina, volontà. Può derivare da volontà attiva o caparbietà passiva.
- Monotona: uniformità totale, esprime personalità abitudinaria, indolente, apatica.
- Automatica: rigida, meccanica, stereotipata. Emotività repressa, adattamento compromesso.
- Omogenea: un documento (o più) con caratteristiche costanti dall’inizio alla firma. Se non c’è omogeneità tra testo e firma, va studiato il rapporto.
Altre categorie
- Organizzata: scrittura tracciata senza sforzo, rispecchia maturità.
- Disorganizzata: tracciati degradati da età, malattia, droghe, alcol. Può essere tremolante.
- Inorganizzata: tipica di bambini o persone senza istruzione. Mancando cultura grafica, non è analizzabile.

