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Gli errori nelle lettere anonime

Gli errori nelle lettere anonime

Nella lettera anonima l’autore può tentare di modificare volontariamente la propria grafia per rendere più difficile l’identificazione. Questa operazione prende il nome di dissimulazione grafica.

Il problema, per chi cerca di dissimulare la propria scrittura, è che non tutti gli elementi grafici sono ugualmente controllabili.

Gli errori più frequenti

Doverosa premessa: per il perito il singolo “indizio” non basta: l’analisi di una scrittura anonima richiede il confronto con scritture comparative attendibili, preferibilmente numerose e omogenee per condizioni di esecuzione.

Tuttavia esistono, nelle lettere anonime, alcune generali caratteristiche che permettono ai grafologi di individuare questo tipo di scritti. Le principali sono:

1. Incoerenza nella dissimulazione

L’autore modifica alcuni parametri (es. dimensione, inclinazione o forma delle lettere) ma non riesce a mantenere queste modifiche per tutto il testo della lettera, facendo riaffiorare gesti grafici automatizzati (es. costruzione di determinate lettere, collegamenti, attacchi e stacchi, modalità di chiusura, gesti iniziali e finali).

2. Eccesso di controllo

Una scrittura volutamente contraffatta può presentare un andamento più lento, esitante o costruito. Ma attenzione: la lentezza, da sola, non dimostra una dissimulazione.

3. Contraddizioni interne

Una delle osservazioni più interessanti riguarda la presenza contemporanea di elementi apparentemente incompatibili: una forma molto controllata accanto a gesti spontanei, oppure una modificazione evidente che non viene mantenuta con coerenza.


Per concludere, in sintesi, il perito non cerca semplicemente una “bella somiglianza”: valuta convergenze e divergenze, considerando forma, movimento, ritmo, pressione, spazio, collegamenti e modalità esecutive, distinguendo ciò che può essere facilmente imitato da ciò che è più profondamente automatizzato.

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